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Veneto, 7 crediti formativi ai giornalisti che partecipano all’evento del Foglio. L’Ordine si difende: “Il corso è stato approvato”



L’Ordine dei Giornalisti del Veneto per i propri iscritti ha organizzato l’11 giugno al Teatro Goldoni di Venezia un evento in cui sono annunciati in totale sei ministri della Repubblica, a cominciare dall’immancabile Renato Brunetta, che regge la pubblica amministrazione, e che proprio qualche giorno fa ha ottenuto dall’Antitrust il via libera a fare il presidente non esecutivo della costituenda “Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità”. Assieme al professore di economia, ci saranno Enrico Giovannini (Infrastrutture e trasporti), Maria Cristina Messa (Università e ricerca), Lorenzo Guerini (Difesa), Roberto Cingolani (transizione ecologica) e Vittorio Colao (Innovazione tecnologica e transizione digitale). Come non bastasse, tra gli ospiti anche Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale della Banca d’Italia, Carlo Fuortes, amministratore delegato della Rai, Giovanni Di Lorenzo, direttore del settimanale “Die Zeit”, l’ex magistrato Carlo Nordio e Alessandra Guidi, vicedirettore generale del Dipartimento Informazioni per la sicurezza.

I temi sono di grande impegno. “Innovare per crescere: non aver paura del futuro”, al mattino con 15 relatori. “Dalla crisi all’opportunità: le emergenze come motore del cambiamento”, al pomeriggio, con 10 relatori. Ma come è riuscito l’Ordine dei giornalisti presieduto da Giuliano Gargano a far convergere su Venezia tante personalità? Semplice, non è stato l’Ordine a pensarlo e a organizzarlo. Ha semplicemente fatto propria, a fini di aggiornamento professionale, la Festa dell’Innovazione 2022, pensatoio annuale del quotidiano “Il Foglio”, giunto alla quarta edizione.

L’iniziativa della testata giornalistica e della sua azienda editoriale viene spacciata per una iniziativa propria. Basta scorrere la piattaforma www.formazionegiornalisti.it per averne la conferma. I due appuntamenti (per complessivi 7 crediti) risultano organizzati dall’Ordine Regionale dei Giornalisti del Veneto. E “Il Foglio”? Nessun riferimento. Da nessuna parte si evince che trattasi non di un corso di formazione ad hoc, ma di un evento pensato dal giornale diretto da Claudio Cerasa. Per capire che non è un’allucinazione, basta aprire le locandine informative del quotidiano. Con l’enfasi che contraddistingue gli appuntamenti formali-informali, si annuncia che di buon mattino la “rassegna stampa live” sarà accompagnata dai “cornetti offerti da noi”. E per invogliare i partecipanti a restare, dopo l’evento sarà offerto un aperitivo con i “foglianti”, ovvero i redattori del Foglio, direttore in testa.

Eppure qualcosa stona in questa combinazione organizzativo-comunicativa tra un Ordine professionale (che ha vietato i corsi di formazione organizzati da aziende private) e l’iniziativa di una testata privata. Nella newsletter numero 9/2022, l’Odg veneto annuncia, infatti, di aver approntato “i due corsi in collaborazione con Il Foglio quotidiano”. Per risolvere l’arcano, ilfattoquotidiano.it ha contatto il presidente Giuliano Gargano. I corsi sono vostri? “Il Foglio ci ha chiesto se eravamo interessati a farne un corso di aggiornamento”. Ma perché vi attribuite la paternità – che non avete – dell’iniziativa editorial-culturale di una testata, per quanto prestigiosa? “Noi abbiamo attivato il Comitato dell’Ordine nazionale giornalisti che si occupa di formazione, a cui abbiamo sottoposto il programma, che è stato approvato. Tutto qui”. Di solito i giornalisti fanno le domande, in questo caso l’occasione si presterebbe a discutere di guerra e Pnrr, di Olimpiadi Milano-Cortina e infrastrutture, di ambiente e giustizia, ma il format dell’incontro non le prevede affatto. Non è che il corso formativo serve solo per riempire le poltrone del Goldoni? “Se è per questo, visto il caldo, mi sa che i giornalisti preferiranno andare al mare…”. E la discussione che non c’è? “Io ho partecipato a corsi in cui i colleghi passavano le ore a guardare il telefonino…”. Eppure qualcuno a Venezia non ha gradito e ha posto polemicamente la questione all’interno del Consiglio regionale dei giornalisti.



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