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Guerra Ucraina, Banca centrale russa: “Le riserve non basteranno per sempre e le sanzioni iniziano a colpire l’economia”


La Banca centrale russa “può disporre all’incirca delle sue riserve composte da oro, yuan e altri asset non esposti ai rischi legati alle sanzioni”, ma “il periodo in cui l’economia possa vivere sulle scorte è limitato“. A dirlo è niente meno che la governatrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina nel suo intervento alla Duma citato dall’agenzia di stampa governativa Tass.

Il banchiere centrale di Mosca che una settimana fa riteneva sufficienti le riserve e l’economia in grado di ripartire, ha ammesso quindi che le sanzioni imposte dopo il conflitto in Ucraina “hanno colpito in un primo momento il mercato finanziario anche se ora avranno un impatto più forte sull’economia” russa. La governatrice ha sottolineato come la banca centrale non “proverà ad abbassare l’inflazione a ogni costo perché questo limiterebbe l’adattamento dell’economia” alla nuova situazione caratterizzata dalle sanzioni.

Il Paese dovrà invece affrontare “cambiamenti strutturali della sua economia” e del modello di enterprise per far fronte alle sanzioni. Le aziende russe dovranno adattarsi perché “i problemi principali riguarderanno le restrizioni sulle importazioni e alla logistica del commercio estero”. Inoltre “i produttori russi dovranno cercare nuovi partner, una nuova logistica o passare alla produzione di prodotti delle generazioni precedenti”, ma “per tutto questo ci vorrà tempo”.

La banca centrale di contro ammorbidirà gradualmente il controllo dei capitali e semplificherà le regole sui cambi per gli esportatori. Un ruolo cruciale lo giocherà anche il rublo digitale, per le transazioni fra le banche cui già hanno aderito cinque istituti di credito. Ma soprattutto l’istituto sta pianificando un’azione legale contro le sanzioni imposte dalla comunità occidentale in seguito alla guerra in Ucraina.

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Peter Gomez


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