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F1, Gp di Baku: Red Bull-Ferrari, chi è la favorita? Iniziative Lgbt, Vettel: “Finalmente oggi un pilota gay sarebbe benvenuto”


Dici Azerbaigian, pensi al GP di Baku. Un appuntamento entrato nel calendario di F1 solo nel 2017, ma ricco di colpi di scena: la ruotata di Sebastian Vettel a Lewis Hamilton, il primo podio di Lance Stroll con la Williams, la gomma esplosa a Max Verstappen in pieno rettilineo e il ‘lungo’ finale dell’inglese della Mercedes nel 2021. Un’altra gara cittadina, ma completamente diversa da Montecarlo: nel Principato i rettilinei sono quasi nulli, per curve e velocità basse. Nella capitale dello Stato affacciato sul Mar Caspio, no, i dritti sono lunghissimi — quello del traguardo è di 2,2 km — alternati a settori più tecnici. Dopo le prime quattro curve a 90 gradi, infatti, il tracciato si fa più tortuoso nel tratto delle curve 8, 9 e 10, molto strette e che attraversano la città vecchia, fino al ritorno al via, per un totale di otto curve a destra e 12 a sinistra.

Red Bull-Ferrari, chi è la favorita?
Caratteristiche che nella lotta tra Ferrari e Red Bull potrebbero essere a vantaggio del team anglo-austriaco, data la potenza di una vettura velocissima in pieno rettilineo. D’altro lato, però, la Ferrari ha dimostrato di essere veloce e prestazionale in tutti i circuiti, oltre ad avere dalla sua una caratteristica importante: l’efficienza del retrotreno, che le garantisce in uscita di curva un’ottima trazione. Quest’ultima è un aspetto fondamentale a Baku, da bilanciare con il corretto carico aerodinamico. Ecco dunque che dovremmo aspettarci una battaglia più o meno alla pari, su un tracciato che mescola la velocità che troviamo in piste ‘di motore’ (come Monza) e i concetti di un circuito cittadino. Insomma, bisognerà regolare l’auto con sospensioni più morbide e ali scariche, così da avere meno resistenza sul dritto. Ma occhio al tanto noto problema del 2022 chiamato ‘porpoising’, il saltellamento sul dritto, che può essere eliminato solo trovando il giusto assetto alla vettura.

Cinque edizioni, altrettanti vincitori e pole-man diversi
Poi, ci sono gli aspetti ‘sorprendenti’. Il primo è che nelle cinque edizioni fin qui disputate (nel 2020 non si è corso per il Covid), sono sempre arrivati vincitori diversi (rispettivamente Rosberg, Ricciardo, Hamilton, Bottas, Pérez), così come i pole-man (Rosberg, Hamilton, Vettel, Bottas, Leclerc) e i piloti col giro veloce in gara (Rosberg, Vettel, Bottas, Leclerc, Verstappen). Il secondo è che i due piloti di testa, Max Verstappen e Charles Leclerc, non hanno mai trionfato in Azerbaigian: per il pilota Red Bull tre ritiri (l’anno scorso la già citata esplosione della posteriore sinistra Pirelli sul rettilineo, mentre stava dominando la gara) e un quarto posto nel 2019; per il ferrarista — che ha esordito in F1 nel 2018 — una sesta, quinta e quarta posizione (quest’ultima nel 2021). Il primo vuole allungare i nove punti di vantaggio sul secondo in classifica Piloti, il numero 16 è chiamato a non lasciar scappare il Campione 2021 dopo le ielle di Barcellona e Montecarlo. Tra le altre statistiche, solo in due occasioni su cinque ha vinto chi è partito dalla pole: Rosberg nel 2016 e Bottas nel 2019. Per quanto riguarda le squadre, invece, regna l’equilibrio: la Mercedes è in vantaggio per 3-2 nei trionfi sulla Red Bull, che non è mai partita dalla pole.

Alonso sempre più nella storia, iniziative Lgbt Mercedes-Alpine
Baku, inoltre, farà entrare ancor più nella storia Fernando Alonso. Il due volte iridato, che esordì in F1 il 4 marzo 2001 in Australia sulla vecchia Minardi, supererà Michael Schumacher come pilota più longevo del Circus. Il tedesco si è fermato a 7.763 giorni — dal 25 agosto 1991, giorno del debutto nel GP Belgio con la Jordan, al secondo e definitivo addio nel GP Brasile del 25 novembre 2012 —, lo spagnolo salirà in Azerbaigian a 7.770 giorni. E se poi l’Alfa Romeo scenderà in pista con livrea speciale della bandiera italiana (per promuovere l’uscita del nuovo Suv ibrido Tonale negli showroom), non mancheranno le iniziative di Mercedes e Alpine per festeggiare il ‘Pride Month’, il mese dell’orgoglio Lgbt, che esibiranno sulle loro livree. Il simbolo-Mercedes sulle vetture di Hamilton e Russell avrà i colori arcobaleno, l’Alpine di Alonso ed Esteban Ocon metterà gli stessi colori sul cofano, dopo aver annunciato una partnership con il neonato progetto ‘Racing Pride’.

Vettel: “La F1 ha bisogno di piloti gay”
Chi auspica a una F1 più aperta a persone omosessuali, e dunque lontana dai vecchi canoni, è Sebastian Vettel: “Penso che, a differenza del passato, oggi un pilota gay sarebbe benvenuto in F1 — ha detto il pilota Aston Martin al magazine Attitude — e aiuterebbe a eliminare certi pregiudizi che ancora resistono, aiutando il nostro sport ad andare nella giusta direzione”. E ancora: “Serve coraggio nel mostrarti per quello che sei, anziché per ciò che la gente si aspetta. Siamo pronti per questo. In Formula 1 ho trovato omofobia, ho sentito persone parlare negativamente della comunità Lgbt. L’omofobia è pregiudizio e il pregiudizio è sbagliato”. Parole chiare di una guida sensibile a questo tipo di temi, protagonista di diverse iniziative così come Hamilton. Nello scorso GP d’Ungheria, va ricordato, ‘Seb’ si presentò con scarpe e casco arcobaleno per contestare la legge voluta dal premier Viktor Orbán, nella quale sono stati vietati ai minori di 18 anni film e libri con contenuti omosessuali. E anche il casco dell’inglese della Mercedes si è colorato delle stesse tonalità nel 2021: nei GP di Qatar e Arabia Saudita.

Classifica Piloti
Verstappen 125, Leclerc 116, Pérez 110, Russell 84, Sainz 83, Hamilton 50, Norris 48, Bottas 40, Ocon 30, Magnussen 15, Ricciardo 11, Tsunoda 11, Alonso 10, Gasly 6, Vettel 5, Albon 3, Stroll 2, Zhou 1, Latifi-Schumacher 0.

Classifica Costruttori
Red Bull 235, Ferrari 199, Mercedes 134, McLaren 59, Alfa Romeo 41, Alpine 40, AlphaTauri 17, Haas 15, Aston Martin 7, Williams 3.





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