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Cosa dicono i medici sulle epatiti nei bambini e cosa si sa sin qui, in ordine


Delle epatiti acute nei bambini hanno messo in allerta la comunità scientifica, anche in Italia. Si sono rincorse molte voci, ma al momento è meglio partire da cosa si sa e cosa no, inquadrando al meglio il fenomeno. Today ha intervistato due esperti per avere un contesto più chiaro e capire meglio cosa sta accadendo. 

I casi di epatite nei bambini, sin qui

Le prime segnalazioni di un aumento di epatiti in bambini con meno di 10 anni sono arrivate a inizio aprile dal Regno Unito, poi da altri Paesi europei e non , tra cui Scozia, Galles, Irlanda del Nord, Israele e Italia. Il Regno Unito presenta la maggior parte dei casi – 114 – in numero superiore rispetto advert altri Paesi. Fin ora in Italia sono stati confermati 4 casi. L’allarme nasce dall’origine sconosciuta di queste epatiti. 

casi epatiti bambini-2

Al 23 aprile l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha segnalato almeno 169 casi di epatite acuta di origine sconosciuta in 11 Paesi della regione europea e in un Paese della regione delle Americhe. Queste epatiti si sono manifestate nella fascia d’età compresa tra 1 mese e 16 anni. Diciassette bambini (circa il 10%) hanno richiesto un trapianto di fegato ed è stato segnalato almeno un decesso.

Il numero dei casi di epatiti nei bambini è distribuito così:

  • Regno Unito (114);
  • Spagna (13);
  • Israele (12);
  • Stati Uniti (9); 
  • Danimarca (6); 
  • Irlanda (5); 
  • Paesi Bassi (4); 
  • Italia (4); 
  • Norvegia (2); 
  • Francia (2); 
  • Romania (1);
  • Belgio (1).

Inoltre, bisogna anche distinguere tra “caso confermato” e “caso possibile”.

Epatite acuta nei bambini: i sintomi e la differenza tra caso confermato e caso possibile

I sintomi delle epatiti nei bambini

L’epatite acuta (una infiammazione del fegato) nei bambini si presenta con valori degli enzimi epatici notevolmente elevati, riscontrabili tramite le analisi del sangue. Molti casi hanno riportato sintomi gastrointestinali inclusi dolore addominale, diarrea e vomito che hanno preceduto l’aumento dei valori del fegato (come le transaminasi Ast e Alt) e ittero. La maggior parte dei casi non aveva la febbre.

Si è citato parecchio l’adenovirus: questo perché nel Regno Unito si è notato che una tipologia di questo virus (chiamata F41) è stata rilevata nel 75% dei casi. È ancora presto per stabilire se sia questa la causa, ma è già un elemento in più. L’Oms ha fatto notare che il Regno Unito ha recentemente osservato un aumento significativo delle infezioni da adenovirus nella comunità (in particolare rilevate nei campioni fecali nei bambini) dopo i bassi livelli di circolazione all’inizio della pandemia di COVID-19.

In Italia, ogni anno ci sono dei casi di epatite in età pediatrica, ma sono relativamente pochi.

andamento casi epatiti pediatriche A

andamento casi epatiti bambini B

andamento casi epatiti bambini C

Cosa dicono i medici sulle epatiti

Al momento non è stato possibile stabilire la causa di queste epatiti acute nei bambini. Il numero è al di sopra dei casi che normalmente ci aspetteremmo nel Regno Unito, mentre sembra in linea negli altri Paesi, tra cui l’Italia. Questo perché, di norma, in età pediatrica le epatiti senza una causa ci sono già. “Tra il 35% e il 45% delle epatiti ha origine sconosciuta – ha detto a Today il Prof. Raffaele Bruno, direttore del reparto di malattie infettive del San Matteo di Pavia. “Sulla base dei dati disponibili, i numeri inglesi sono al di fuori dell’atteso. In questo momento c’è attenzione, com’è giusto, ma bisogna fare attenzione al bias di selezione”. Il professore Bruno fa riferimento a una distorsione cognitiva – il bias di selezione – che può influenzare la ricerca dei dati: se si cerca qualcosa con l’intento di trovarla, il rischio è di sovrastimarla. Anche l’Oms ha avvertito che “l’aumento dei take a look at di laboratorio può identificare dei rari esiti” che però si verificavano anche in precedenza, e che, in sostanza, non venivano trovati per la mancanza di take a look at. Nel Regno Unito i numeri riflettono effetivamente una situazione fuori dall’ordinario, ma i motivi ancora sono sconosciuti.

Riguardo la situazione italiana, i criteri individuati al momento dall’Oms e applicati dal Ministero della Salute italiano per identificare un “caso sospetto” sono ampi (a causa dell’incertezza del fenomeno) e probabilmente porteranno all’emersione di un certo numero di casi. Bisognerà stabilire le caratteristiche di questi casi e stabilirne i nessi, ma al momento i numeri emersi non sono preoccupanti: “Considerando la situazione nazionale, sono arrivate al Ministero 11 segnalazioni in pazienti di diverse regioni italiane – ha detto il Professor Burno -. I numeri non sono preoccupanti. In questo momento le cose importanti sono le azioni preventive: serve tracciare e segnalare i casi al sistema. I numeri del Ministero attuali non possono che essere sovrastimati, anche per i criteri che ci siamo dati. L’esempio paradigmatico è la Spagna, che cercando indietro nel tempo fino a ottobre ne ha trovati 13. La situazione del Regno Unito fa pensare a qualcosa di trasmissibile che causa danni al sistema immunitario”. 

tweet raffaele bruno epatiti acute bambini italia-2

Come comportarsi di fronte ai sintomi di una potenziale epatite

Le epatiti in età pediatrica possono verificarsi per numerous trigger: “Infettive, autoimmuni, situazioni infettive che scatenano autoimmunità: le cause possono essere molteplici. Bisogna capire se è un virus che colpisce particolarmente i bambini e perché” precisa il Prof. Bruno -. I campanelli di allarme per i bambini sono i soliti: alcuni bambini nelle settimane precedenti hanno avuto manifestazioni gastrointestinali. Quindi magari adesso si sorveglia prescrivendo degli esami specifici che valutino la funzionalità del fegato. Altri sintomi possono comprendere feci chiare, urine scure. Si tratta della sintomatologia tipica dei casi di epatite acuta. In questi casi chiedere al pediatra è sempre la cosa migliore”.

Altre manifestazioni possono includere: “Astenia, aumento importante della bilirubina o ittero. In caso, è importante fare subito degli esami specifici sui valori del fegato” ha detto a Today il Dott. Ciro Celsa, ricercatore in Gastroenterologia all’Università di Palermo.

Come si trasmette l’epatite

Al momento non ci sono particolari raccomandazioni sulle misure da prendere. “Sappiamo solo che sono stati riportati dei casi di epatite acuta senza causa riconosciuta in soggetti al di sotto dei dieci anni, senza causa – ha specificato il Dott. Celsa -. La cosa importante è aspettare dati certi. L’ipotesi più probabile sembra l’origine infettiva, ma ci sono anche altri virus “minori” – oltre quelli “classici” dell’epatite – che possono causare epatiti (come i virus erpetici Epstein Barr o il Citomegalovirus)”.

La causa di queste epatiti nei bambini è al momento sconosciuta: di conseguenza non si conoscono le modalità di trasmissione. Solitamente “La maggior parte dei virus dell’epatite (di tipo B o C) si trasmette tramite il contatto con materiale biologico, come il sangue, ad esempio in ambito sanitario, tra consumatori di sostanze d’abuso per via endovenosa o in rapporti sessuali – ha specificato il Dott. Celsa -. Alcuni (Epatite A oppure E) si trasmettono tramite via fecale, con cibi che sono venuti a contatti con feci o vomito di persone infette. Ma fin quando non conosciamo l’agente non siamo in grado di avere idea della trasmissione”. 

Quale può essere il decorso della malattia

“In generale l’epatite acuta può decorrere in via asintomatica, può presentarsi con sintomi poco specifici come astenia e dolori agli arti, oppure con l’ittero – ha detto il Dott. Celsa -. La maggior parte dei virus non causa un danno diretto: il virus infetta le cellule e causa la reazione del sistema immunitario che aggredisce le cellule infette e le danneggia. Ma questa reazione è più comune nei sistemi immunitari degli adulti. L’epatite acuta può guarire spontaneamente, può evolvere verso l’insufficienza epatica (e quindi richiedere un trapianto) o può cronicizzarsi. Si parla di cronicizzazione dopo sei mesi, quindi ancora non possiamo avere i dati di questo”. 

Come inquadrare le epatiti acute nei bambini

In sintesi, siamo di fronte a un fenomeno nuovo che è stato identificato grazie ai sistemi di sorveglianza dei sistemi sanitari. In questo caso, l’allarme è stato dato dal Regno Unito, che ha notato un numero elevato di epatiti in età pediatrica, superiore ai casi che si hanno normalmente. Questo ha portato altri Paesi a indagare e a trovare nuovi casi, ma non è detto che siano tutti collegati. “La sola cosa che possiamo dire è che l’impatto delle epatiti pediatriche è grave, visto il numero di bambini che sviluppano malattia severa e che alcuni di questi addirittura richiedono trapianto di fegato – ha detto la direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Andrea Ammon durante una conferenza stampa -. Pubblicheremo una valutazione del rischio rapida che riassumerà tutto ciò che sappiamo, il che non è necessariamente molto, le indagini e le ricerche sono in corso e ci sono molte incognite, ma sarà un documento che possiamo aggiornare periodicamente con le informazioni che arrivano”, ha aggiunto. In alcuni casi – come per le epatiti acute nei bambini – fenomeni nuovi e complessi non hanno subito delle spiegazioni, e i motivi per cui non si riescono advert inquadrare possono essere svariati.

“Nel mondo scientifico italiano non c’è un vero e proprio allarme sulle epatiti acute pediatriche con causa sconosciuta”. I casi, infatti, non sembrano aumentare velocemente come è successo nel Regno Unito. In Italia e nelle altre Regioni europee non è accaduto advert oggi. C’è, però, la necessità di sorveglianza, di avere chiarezza sull’andamento del fenomeno”. Lo ha spiegato all’Adnkronos Salute la presidente della Società italiana di pediatria (Sip), Annamaria Staiano.

Il consiglio del Prof. Bruno è di “Concentrarsi sui sintomi. Al momento non è possibile definire un cornice precisa, che in questi casi è rischiosa, perché in assenza di informazioni certe si rischia di sminuire alcuni aspetti e di ingigantirne altri”.

Al momento, sembra siano di più le cose che non sappiamo rispetto a quelle che sappiamo. In queste situazioni si fanno spazio altre teorie che spiegano un fenomeno complesso in maniera semplice (come i nessi con il vaccino anti-Coronavirus, già smentiti). Meglio seguire le indicazioni delle autorità sanitarie e aspettare dati certi. 

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