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Carlo Calenda, “candidata perfetta”. Il nome che terremota il centrodestra – Libero Quotidiano



Fabio Rubini

 Stai a vedere che in Lombardia invece del duello Salvini-Meloni sul tavolo delle trattative per scegliere la prossima composizione del centrodestra, assisteremo alla sfida Fontana-Moratti, ma nelle urne. L’ipotesi, fino all’altro giorno piuttosto remota, ha improvvisamente preso piede quando, al Salone del Mobile, Carlo Calenda ha spiegato che «Moratti sarebbe un ottimo candidato per un terzo polo». Poco dopo, sempre in Fiera, l’attuale vice di Fontana, ha ammesso di ricambiare «le parole di stima per Carlo Calenda». Poi il contropiede: «Con lui sono in contatto. Sono in corso delle riflessioni».

 

 

 

Riflessioni che, ovviamente riguardano il terzo polo, quel “grande centro” che Calenda non ha mai smesso di rincorrere. E che potrebbe essere la cassa di risonanza ideale per le aspirazioni di Beppe Sala e – a quanto pare – anche per quelle di Letizia Moratti.
L’uscita di Calenda, però, non sembra aver trovato molta fortuna nel campo del centrosinistra. A partire dal leader del Pd, Enrico Letta, che non ha gradito le parole del centrista: «Noi stiamo discutendo di candidature, ovviamente di centrosinistra. Discuteremo con tutti gli alleati, Calenda compreso, di una candidatura di centrosinistra vincente, competitiva per le elezioni regionali».

 

 

 

 

Caustico anche l’ex segretario Pd, Nicola Zingaretti: «A Calenda piace che si parli di lui, quindi ogni giorno ne tira fuori una. E uno degli obiettivi che mi sono dato è di non prestarmi a questo gioco». Duro anche Nicola Fratoianni, Sinistra Italiana: «Calenda guarda a destra e questo non mi pare un fatto positivo. In Lombardia bisogna cambiare e pensare di sostituire Fontana con la Moratti non mi sembra una grande idea». Sul lato opposto dello schieramento politico è Fabrizio Cecchetti, coordinatore regionale della Lega a commentare: «Fa davvero ridere che il centrosinistra, che in Lombardia non ha un proprio candidato alla Regione, si divida e litighi, con Letta costretto a zittire Calenda». Al contrario, spiega il deputato leghista «noi non abbiamo tempo da perdere per giocare con i nomi. La giunta regionale e la sua maggioranza di centro destra lavorano ogni giorno per risolvere i problemi dei lombardi». Per la storia giova ricordare che l’ultimo esperimento centrista in Lombardia è stato un flop. Anche allora, era il 2013 il protagonista fu un ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini: si candidò contro Maroni raccogliendo solo il 4.12%.





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